Denti da latte: guida alla corretta igiene da 0 ai 6 anni

Denti da latte 900

Non tutto ciò che è transitorio merita meno attenzione in favore solamente di ciò che è definitivo e permanente. Anche perché spesso uno è propedeutico all’altro. Come nel caso dei denti da latte.

I dati parlano più di tante parole. Secondo le rilevazioni della Società Italiana di Odontoiatria Infantile (SIOI), la prevalenza delle carie nei bambini italiani cresce in modo significativo con l’età. Riguarda il 6% dei bambini tra i 2 e i 3 anni e sale al 15% nella fascia 4-5 anni. A questi numeri si aggiunge un dato ancora più preoccupante: il 36% delle carie sui denti da latte in Italia non viene trattato. Uno scenario che l’Organizzazione Mondiale della Sanità inquadra in un problema di salute globale, stimando che la carie colpisca circa la metà di tutti i bambini in età prescolare nel mondo. Numeri che confermano quanto la prevenzione precoce non sia un eccesso di precauzione. Anzi.

Perché i denti da latte sono importanti

Molti genitori si interrogano sull’igiene dei denti da latte dei propri figli. Le domande ricorrenti riguardano quando iniziare a pulirli, come farlo correttamente, quali dentifrici usare e soprattutto da quando valga davvero la pena occuparsene. La risposta, in sintesi, è una sola: prima di quanto si pensi. La cura dell’igiene orale nei bambini deve iniziare molto presto, ancora prima che spunti il primo dentino, e costruisce le fondamenta di una bocca sana per tutta la vita.

Un errore frequente, ma diffuso, è considerare i denti decidui come qualcosa di provvisorio, destinato a cadere e quindi non meritevole di grande attenzione. In realtà i denti da latte svolgono funzioni essenziali- Prima di tutto aiutano il bambino a parlare. La pronuncia corretta di molti suoni dipende direttamente dalla presenza e dalla posizione dei denti anteriori. Poi c’è la masticazione. Senza una triturazione adeguata del cibo, anche la digestione può risentirne. Ma la funzione forse più sottovalutata è quella di guida per i denti permanenti. Infatti: i denti da latte mantengono lo spazio necessario affinché i denti definitivi erompano nella posizione giusta. Quando un dente da latte viene perso prematuramente (per carie o per altre cause), i denti vicini tendono a spostarsi e il dente permanente sottostante può avere difficoltà a emergere.

C’è anche un aspetto che riguarda direttamente il benessere del bambino. Una carie non curata può causare dolore intenso, infezioni e, nei casi più gravi, danneggiare il germe del dente permanente già in formazione sotto la gengiva. Ha senso far soffrire inutilmente un bambino?

Quando iniziare a pulire le gengive e i primi dentini

Per quanto possa apparire paradossale, l’igiene orale inizia ancora prima che compaia il primo dentino. Nei neonati, dalla nascita e per tutta la fase in cui non ci sono ancora denti, è importante pulire le gengive, il palato, le guance interne e la lingua dopo ogni poppata o rigurgito. Per farlo si può utilizzare una garza sterile inumidita con soluzione fisiologica o acqua tiepida, avvolta attorno al dito, oppure gli appositi guantini in tessuto morbido pensati per i neonati.

Appena compare il primo dentino (generalmente intorno ai sei mesi) si passa allo spazzolino. Utilizzare uno spazzolino morbido, specifico per l’infanzia, con testina piccola adatta alle dimensioni della bocca del bambino. Da questo momento in poi lo spazzolamento diventa una routine quotidiana a tutti gli effetti, da ripetere mattina e sera.

Tecniche di spazzolamento per fascia d’età

Come per gli adulti grande attenzione va rivolta al come si spazzolano i denti. L’età pediatrica è molto ampia e, tenendo conto dell’età del bambino, è importante modificare il modo con cui si lavano i denti.

Dai 0 ai 2 anni la pulizia è interamente a carico del genitore. Si utilizzano garze o spazzolini da dito in silicone, con movimenti dolci su tutte le superfici disponibili. In questa fascia d’età il bambino non collabora ancora attivamente, ma può essere avvicinato al gesto in modo giocoso così da familiarizzare con una routine che dovrà accompagnarlo per tutta la vita.

Tra i 3 e i 5 anni il bambino può iniziare a provare a spazzolarsi da solo, ma sempre con la guida e il completamento da parte del genitore. La tecnica consigliata in questa fase è quella cosiddetto “a rullo”. Questa tecnica prevede di posizionare le setole sul margine gengivale e ruotare il polso per spostare lo spazzolino dalla gengiva verso il dente. Uno schema semplice da spiegare e da memorizzare anche per i più piccoli.

Dai 6 agli 8 anni il bambino acquisisce maggiore autonomia, ma è consigliabile che il genitore continui a supervisionare o a completare lo spazzolamento fino agli 8 anni circa. In questa fase, se i molari si toccano, può essere introdotto anche l’uso del filo interdentale, fondamentale per raggiungere gli spazi dove lo spazzolino non arriva.

Uso corretto del dentifricio pediatrico

E il dentifricio? Quando iniziare a usarlo? Qual è il migliore? Per i bambini dai 6 mesi ai 6 anni si consiglia un dentifricio con almeno 1000 ppm di fluoro. Alcune linee guida, per i bambini tra i 3 e i 6 anni con basso rischio carie, ammettono formulazioni da 500 ppm. Il consiglio è di fare riferimento alle indicazioni del dentista che valuta la situazione specifica del bambino durante la prima visita (e quelle successive).

Sul fronte delle quantità, la regola generale è: meno è meglio. Dai 6 mesi ai 3 anni si usa una quantità minima, paragonabile a un chicco di riso o una lenticchia. Dai 3 ai 6 anni si può passare a una quantità pari a un chicco di pisello. In entrambi i casi è essenziale che il genitore si assicuri che il bambino non ingoi il dentifricio perché il fluoro in dosi elevate non è adatto ai bambini piccoli.

Abitudini da evitare

Abbiamo visto cosa è bene fare per la cura e l’igiene dei denti da latte, ma è doveroso anche prestare attenzione alle cose da evitare. Due sono gli aspetti che meritano particolare attenzione. Il primo riguarda la cosiddetta carie da biberon. È una delle forme più comuni e prevenibili di carie nei bambini piccoli. Si sviluppa quando i denti restano a contatto prolungato con sostanze zuccherine, in particolare durante il sonno, quando la produzione di saliva diminuisce. Per questo è importante evitare di offrire al bambino biberon con tisane, succhi o camomilla zuccherata prima di dormire e non intingere mai il ciuccio nello zucchero o nel miele (in questo caso anche per altri rischi, non solo di natura odontoiatrica).

L’altro aspetto cui dedicare attenzione è legato al succhiamento prolungato del ciuccio o del dito. Se protratto oltre i 18 mesi o i 3 anni, questo comportamento può portare a malocclusioni responsabili della modifica della relazione tra le arcate dentali superiori e inferiori e che può richiedere un intervento ortodontico.

Categoria: Igiene orale

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