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Caffè, tè, vino rosso: come evitare le macchie sui denti

Mangiare è una necessità, ma anche un piacere. Quello che portiamo in tavola, però, può influire non solo sulla salute della bocca, ma anche sull’aspetto del sorriso. Sappiamo quanto sia importante lavare i denti ogni giorno e mantenere una corretta igiene orale, ma spesso ci preoccupiamo anche delle macchie che alcuni cibi e bevande possono lasciare sullo smalto.
Caffè al mattino, tè nel pomeriggio e vino rosso a cena sono tra i principali responsabili delle pigmentazioni dentali. Con il tempo, infatti, possono contribuire a rendere i denti meno luminosi e a far comparire sfumature giallastre o brunastre. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, queste macchie sono superficiali e si possono limitare con alcune semplici abitudini quotidiane, senza dover rinunciare ai propri piaceri a tavola.
Ma perché alcuni alimenti macchiano i denti più di altri? Quali accorgimenti aiutano a prevenire le pigmentazioni e cosa fare quando il sorriso perde luminosità? Scopriamo come proteggere il colore naturale dei denti, dall’igiene orale quotidiana alla scelta dei prodotti più adatti, fino ai trattamenti professionali, quando necessari.
Perché alcuni alimenti macchiano i denti
I responsabili principali sono i cromogeni, delle molecole fortemente colorate presenti in caffè, tè e vino rosso, ma anche in frutti di bosco, melograno, cola e salse scure. Sulla superficie del dente c’è una sottile pellicola di proteine salivari, la cosiddetta pellicola acquisita, alla quale questi pigmenti si agganciano. A rendere la presa più salda contribuiscono i tannini, composti di origine vegetale molto abbondanti nel tè e nel vino rosso e presenti anche nel caffè.
La tonalità della macchia dipende dalla bevanda. Caffè e tè nero lasciano in genere sfumature gialle o brune, il vino rosso un grigiastro, il tè verde un giallo-verdastro, i succhi di frutta scuri un viola. Sulla formazione delle macchie incide moltissimo anche la frequenza. Un caffè a colazione la domenica con gli amici e tre tazze ogni mattina producono effetti molto diversi. La macchia sui denti, infatti, è quasi sempre il risultato di un’esposizione ripetuta nel tempo, non del singolo bicchiere.
Cosa fare (e cosa no) contro le macchie sui denti
Gli errori da evitare
Ci sono almeno quattro abitudini scorrette che è utile abbandonare. La prima riguarda il sorseggiare il caffè. Una bevanda bevuta in cinque minuti tiene i denti a contatto con i pigmenti molto meno di una bevuta per più ore. Certo, non è che si può finire un calice di vino in un minuto e mezzo, ma è utile tenere conto anche di questo fattore. Il secondo errore è sentirsi al sicuro con il vino bianco. Non avendo un colore proprio non macchia direttamente, ma la sua acidità e i tannini che contiene rendono lo smalto più vulnerabile ai pigmenti di ciò che si mangia o si beve subito dopo.
Il terzo errore riguarda la pulizia dei denti. Per molto tempo l’indicazione è stata quella di aspettare almeno mezz’ora prima di lavare i denti dopo aver mangiato cibi e bevande acide. Questo perché lo smalto ammorbidito dall’acido si consumerebbe più facilmente con lo spazzolamento. Oggi le ricerche medico-scientifiche condotte in materia sono meno nette e il consiglio, basato anche sul buon senso, è (se possibile) sciacquare subito la bocca con acqua e usare lo spazzolino, a setole morbide e senza forzare. Il quarto errore è legato ai rimedi fai da te. Limone, bicarbonato puro e simili tolgono un po’ di pigmento a costo di aggredire lo smalto, e il danno, a differenza della macchia, non si cancella.
Cosa fare: le buone pratiche quotidiane
Il gesto più semplice è bere un sorso d’acqua subito dopo il caffè, il tè o il vino così da diluire i pigmenti e ridurre l’acidità. In alternativa, soprattutto se non si possono lavare i denti, si può utilizzare una gomma da masticare senza zucchero. Questa, infatti, stimola la salivazione, che è la prima difesa naturale dei denti. Per prevenire le macchie, la regola è quella di una buona igiene orale: spazzolare i denti due volte al giorno con un dentifricio al fluoro, usare il filo interdentale e sottoporsi a sedute di igiene professionale con la frequenza consigliata dal dentista. Placca e tartaro, infatti, favoriscono l’accumulo dei pigmenti e possono far apparire i denti più scuri.
Prodotti utili per ridurre le pigmentazioni
I dentifrici sbiancanti sono il prodotto più diffuso, ma vanno inquadrati per quello che fanno. Agiscono soprattutto in modo meccanico, con abrasivi delicati che asportano i pigmenti superficiali, e servono più a mantenere un colore che a cambiarlo. Nei prodotti da banco il perossido di idrogeno non può superare lo 0,1% (il limite fissato dalla normativa europea) una concentrazione troppo bassa per schiarire in modo apprezzabile. Usati da soli, quindi, hanno un’efficacia modesta e sono utili soprattutto a prolungare i risultati ottenuti con altri trattamenti. Per scegliere spazzolino e dentifricio adatti al proprio caso, il consiglio più saggio è chiedere al proprio dentista di fiducia qual è un prodotto al fluoro a bassa abrasività da usare a questo scopo.
Discorso a parte per il carbone attivo. Anche se molto pubblicizzati, i dentifrici al carbone sbiancano meno delle alternative e hanno un potere abrasivo maggiore. Questo vuol dire che l’eventuale effetto schiarente deriva sostanzialmente dall’abrasione, con il rischio di consumare lo smalto.
Quando scegliere lo sbiancamento professionale
Se le macchie non vanno via nonostante una buona igiene orale e una pulizia professionale, oppure se si desidera un sorriso più bianco, si può prendere in considerazione lo sbiancamento dentale. Prima di procedere, però, è importante capire se sia davvero la soluzione più adatta. Lo sbiancamento agisce sui denti naturali, ma non modifica il colore di otturazioni, corone, faccette o impianti. dopo il trattamento, quindi, la differenza di tonalità potrebbe diventare più evidente.
Bisogna poi considerare che il risultato non dura per sempre. Con il tempo, le macchie possono ricomparire, soprattutto se si mantengono le abitudini che le favoriscono. Ecco perché la prevenzione resta importante anche dopo il trattamento. Il primo passo è una visita di controllo: il dentista può valutare la salute dei denti, capire se si tratta di macchie superficiali o discromie più profonde e consigliare il trattamento più adatto.







