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Faccette dentali estetiche: come scegliere le migliori

Il sorriso può essere rovinato da problemi di colore e forma dei denti. Correggere queste imperfezioni non è un vizio, né qualcosa di rinunciabile. Per farlo esistono le faccette dentali estetiche. Si tratta di sottili lamine che vengono applicate sulla superficie dei denti così da migliorarne l’aspetto. Nel panorama odontoiatrico è oggi possibile fare riferimento a diversi materiali e prodotti, ciascuno adatto alle diverse situazioni cliniche individuali. Vediamo insieme come scegliere le migliori.
Cosa sono le faccette dentali
Partiamo dalle basi. Una faccetta dentale (veneer) è una lamina ultrasottile che viene cementata sulla superficie anteriore del dente. È possibile considerare la faccetta dentale come un sottile rivestimento applicato sulla superficie del dente. Lo spessore varia in genere tra 0,4 e 0,7 millimetri per le versioni tradizionali, scendendo fino a 0,2-0,3 millimetri per quelle cosiddette no-prep. Anche tenendo conto dello spessore ridotto, la loro presenza risulta invisibile all’occhio.
Il ricorso alle faccette dentali è giustificato in presenza di:
- discromie profonde causate da macchie, fluorosi o traumi che lo sbiancamento professionale non risolve
- diastemi (gli spazi tra i denti)
- denti consumati o rovinati da bruxismo o erosione chimica
- piccoli disallineamenti
È fondamentale chiarire da subito che le faccette dentali estetiche non sono la soluzione di tutti i problemi. Anzi. Se applicate in condizioni non adeguate (che necessiterebbero di trattamenti e approcci diversi), il rischio è quello di danneggiare e rompere le lamine, senza risolvere il problema. Per questo motivo prima della progettazione e applicazione delle faccette dentali è indispensabile una visita odontoiatrica professionale volta a individuare la situazione generale, le cause del problema e le migliori soluzioni disponibili.
La scelta dei materiali
Uno dei principali elementi da valutare nella scelta delle faccette dentali è il materiale con cui realizzarle. Non esiste un materiale migliore in assoluto, in quanto ciascuno ha vantaggi e caratteristiche che rispondono in maniera adeguata alle esigenze di quella specifica persona.
Faccette in ceramica
Le faccette in ceramica (realizzate in porcellana, disilicato di litio o ceramica feldspatica) sono prodotte in laboratorio su misura e successivamente cementate in studio. Offrono una traslucenza molto simile allo smalto naturale, mantengono il colore nel tempo senza macchiarsi, e durano mediamente tra i 10 e i 15 anni. Richiedono almeno due sedute e una minima preparazione del dente, in genere inferiore a mezzo millimetro. Il costo per elemento è più elevato ma il rapporto qualità-durata le rende spesso la scelta più conveniente sul lungo periodo.
Faccette in composito
Le faccette in composito vengono realizzate direttamente in studio, spesso in una sola seduta, modellando a mano la resina sul dente. Non richiedono una riduzione dello smalto e, se necessario, possono essere riparate senza rifare l’intera faccetta. La resa estetica dei materiali compositi moderni è molto migliorata, ma nel tempo tendono a perdere brillantezza e a macchiarsi con caffè, vino o tabacco. La durata media è di 5-7 anni ma hanno un costo inferiore rispetto alle faccette in ceramica.
Dalla prima visita all’applicazione
Prima di arrivare all’applicazione vera e propria delle faccette dentali, viene previsto un percorso rigoroso e strutturato volto a garantire un risultato finale eccellente. Il primo step è la visita odontoiatrica nella quale si valuta la resa estetica e funzionale delle faccette dentali. Si valutano il morso, la qualità dello smalto, la posizione dei denti e le aspettative del paziente. Senza questa valutazione, qualsiasi scelta può rivelarsi non solo inutile, ma anche controproducente.
Il passaggio successivo è il Digital Smile Design o il mock-up. Una vera e propria simulazione digitale (o in resina applicata temporaneamente sui denti) che permette al paziente di vedere il risultato prima che qualsiasi preparazione venga effettuata. È uno strumento importante non solo per le aspettative del paziente, ma anche per comprendere meglio cosa aspettarsi da questo tipo di trattamento.
Nei casi in cui è necessario preparare il dente all’applicazione delle faccette, si effettua una rimozione di un micro-strato di smalto. Poi si prende un’impronta (spesso digitale con scanner intraorale) che il laboratorio utilizza per realizzare le faccette su misura. L’applicazione finale avviene attraverso la cosiddetta cementazione adesiva. La superficie del dente viene trattata con un acido che crea microscopici canali nello smalto, dentro i quali il cemento resinoso penetra e si ancora in maniera stabile. L’indurimento avviene in pochi secondi grazie a una lampada LED, formando un legame che nella pratica è più resistente dello smalto naturale.
In totale, il percorso richiede generalmente due sedute, ma in alcune circostanze più complesse possono esserne necessarie alcune in più.
Quanto durano le faccette e come mantenerle nel tempo
La durata delle faccette e la loro “manutenzione” sono elementi importanti da conoscere per valutare al meglio la scelta da fare.
La ceramica, con una corretta igiene orale e controlli regolari ogni sei mesi, può durare oltre i 15 anni. Il composito, che è più sensibile alle abrasioni e alle pigmentazioni, richiede in genere una sostituzione dopo 5-7 anni.
Molto importante anche imparare a migliorare alcune abitudini comportamentali. Mordere le unghie, usare i denti per aprire imballaggi o addentare cibi molto duri sono solo alcuni degli esempi di pratiche che riducono significativamente la durata delle faccette dentali. Dal punto di vista alimentare, invece, caffè, vino rosso e tabacco non danneggiano la ceramica, ma nel tempo possono incidere sulla resa estetica complessiva e sul colore delle gengive circostanti.
Le faccette in composito, invece, richiedono più attenzione. Utilizzando questo materiale è consigliato programmare una lucidatura periodica per mantenerne la brillantezza.







